Rischi

Iperstimolazione

Si tratta di una risposta eccessiva della donna all’uso di farmaci ormonali per stimolare le ovaie che aumentano molto di volume. Il dolore può essere molto intenso, può comparire una quantità notevole di liquido in cavità addominale che, in casi estremi, provoca complicanze renali e della coagulazione nel sangue. Si va dall’iperstimolazione più lieve (semplice dolore pelvico) a quella più grave che sembra rappresenti il 2% di tutti i casi e che richiede il ricovero in ospedale. L’iperstimolazione è sempre più prevenibile, soprattutto quando si riescono ad individuare i casi più a rischio.

Gravidanze multiple

Possono insorgere quando si trasferiscono in utero più embrioni per aumentare le probabilità che almeno uno si impianti. In alcuni casi infatti se ne impiantano 2, più specialmente se l’età della donna è al di sotto dei 30 anni. Accade all’incirca in un quarto delle gravidanze ottenute con la ICSI o la FIVET. In caso di gravidanza multipla sia la mortalità che i rischi per la salute di madre e dei figli sono superiori e la stessa iperstimolazione è più grave e frequente in questa circostanza rispetto alle gravidanze singole. Vi è comunque negli ultimi anni una riduzione delle gravidanze multiple (che si registra anche in Italia secondo i dati del nostro Ministero della Salute) ma la percentuale resta ancora elevata per quello che le autorità sanitarie e la comunità scientifica si propongono.

Il problema si va ad estendere anche al campo economico. Infatti i costi delle gravidanze plurigemellari possono essere elevatissimi vista la necessità di ricorrere a terapie intensive neonatali.

Da tenere in considerazione sono anche le conseguenze psicologiche della famiglia per l’eventuale cura e l’assistenza di bambini portatori di handicap che possono insorgere come conseguenza di parti prematuri. Il parto pre-termine è infatti la norma per le gravidanze gemellari, specialmente quando il numero dei gemelli è superiore a 2.

La prevenzione, specialmente nei paesi anglosassoni, si sta spostando sempre più verso la pratica di trasferire un solo embrione o SET (“single embryotrasfer”) che il più delle volte però presuppone la selezione e la crioconservazione di numerosi embrioni.

Gravidanze extrauterine

Sono gravidanze in cui l’embrione si annida al di fuori della cavità dell’utero, in genere nella tuba (gravidanza tubarica) ma anche nelle ovaie o molto più raramente in cavità addominale. La gravidanza extrauterina si verifica con relativa frequenza: statisticamente si manifesta, infatti, nello 0,5-0,9% di tutte le gravidanze. Si è osservato che la gravidanza tubarica colpisce maggiormente le pluripare, cioè chi ha precedentemente partorito almeno due volte (75%) rispetto alle primipare. Sembrerebbe inoltre che la tuba destra sia sede di gravidanza extrauterina con frequenza maggiore (60%) della sinistra (40%). È un quadro potenzialmente grave che dovrà essere diagnosticato in tempi rapidi per essere trattato in maniera adeguata.

Rischi da farmaci

Tutt’oggi non si può escludere che i farmaci utilizzati per le stimolazioni ovariche (gonadotropine) siano associati ad un aumentato rischio di effetti a lungo termine sulla salute delle donne come tumori alla mammella o alle ovaie. Nel contempo, però, non è stata scientificamente provata una chiara associazione delle gonadotropine con queste malattie, nonostante questi farmaci siano utilizzati da circa 50 anni e sempre più massicciamente.

Rischi genetici per il feto

I dati provenienti dalla letteratura scientifica indicano come un piccolo aumento del rischio (1%) esista nei neonati provenienti dalle tecniche FIVET e ICSI rispetto a quelli nati da gravidanze naturali (in pratica 3,1 % contro 4,1%). Tuttavia non è del tutto chiaro se questo apparente aumento sia dovuto alle tecniche di fecondazione assistita usate oppure al fatto che la popolazione delle coppie infertili sia come tale più predisposta a trasmettere malformazioni neonatali.

Rischi chirurgici

Questi rischi sono esclusivamente legati ad un momento preciso della FIVET o della ICSI ossia quello del prelievo ovocitario. I dati disponibili indicano che lesioni ad organi pelvici possono verificarsi in meno dello 0,1% degli interventi eseguiti.

Aborti spontanei e ripetuti

Tra le altre complicanze che si verificano frequentemente nelle gravidanze ottenute con la pratica della fecondazione in vitro, vi sono gli aborti spontanei e ripetuti. Anche in questo caso – come avviene per l’aumentata incidenza di gravidanze gemellari – tra le cause foriere del fenomeno vi è l’età avanzata della madre.

 Parto pre-termine e parto cesareo

Come abbiamo detto precedentemente, le gravidanze multiple aumentano la possibilità che il parto avvenga prima del termine e che si debba ricorrere a un taglio cesareo.

 Maggiore possibilità di soffrire di alta pressione nei bambini

Recenti studi dicono che la possibilità di soffrire di alta pressione sanguigna sia più alta nei bambini nati grazie alla tecnica della FIVET. Precisamente il problema della pressione si potrebbe presentare durante l’adolescenza dei soggetti.
Secondo il dottore Emrush Rexhaj, uno dei ricercatori di questi recenti studi, le componenti genetiche che regolano il sistema cardiovascolare sono la causa del problema dell’alta pressione nei bambini concepiti attraverso la FIVET. Il dottore sostiene che queste alterazioni siano collegate alla tecnologia della riproduzione assistita e non ad altri fattori come l’essere sterili oppure la stimolazione ormonale.
Secondo Michael Miller, medico cardiologo della University of Maryland Medical Center, la spiegazione ai problemi di alta pressione sanguigna è probabilmente legata alle condizioni stressanti e non naturali che ci sono con la fecondazione in vitro.
Secondo la dottoressa Serena Chen, se venissero trasferiti singoli embrioni molti dei rischi potrebbero essere eliminati.

Questa ricerca, comunque, è ancora in atto ed è importante continuare a studiare i bambini nati grazie alla fecondazione in vitro in modo da poter capire eventuali rischi e possibili miglioramenti della tecnica.

 

Bibliografia
Costa M., Colia D., Potential risks for children born after assisted reproductive technologies, Oxford University, 2008

Sitografia
https://www.healthline.com/health-news/children-born-via-ivf-face-higher-health-risks#1
Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close